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a Daniela Rancati |
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Daniela
Rancati è nata a Milano nell'anno 1951. Dopo aver
concluso gli studi artistici, la sua formazione si sviluppa tramite la
guida dello scultore Ettore Calvelli. Il lavoro sviluppato in fonderia
ed in laboratori di ebanisteria le consente l'approfondimento delle varie
tecniche scultoree comprendenti la fusione e la lavorazione del legno.
Dopo la prima mostra personale nel 1979 la necessità di un ulteriore
mezzo espressivo induce l'artista ad avvicinarsi a quell'elemento naturale
che é il marmo, prediligendo il nero belgio ed il bianco statuario
di Carrara. Un periodo di profonda riflessione ha modificato il modo di
operare dell'artista, conducendola ad intervenire direttamente sulla materia.
È del 1994 la mostra personale "Sculture" con presentazione
di Flaminio Gualdoni che sottolineava "l'attuale adozione delle lamine
di rame e di una strutturazione che rifugge ai virtuosismi ed esibizioni
di 'ben fatto', comporta uno spostamento problematico alla crucialità
dei farsi della scultura, della sua capacità di costituirsi in
immagine propria a partire da una formatività così decantata
da perdere ogni eteronomia possibile." Ultime
esposizioni: |
Sopra, Daniela Rancati al lavoro | |
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| "Movimento di danza", 1991 | "Eternità", 1997 | |
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| "Una scultura" | "Melagrana", 2003 | |
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| "Sacro di donna", 1993 | "L'immaginario - umano", 1992 | |
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"Molteplicità",
disegno del 1992 |
1994,
personale alla galleria Eos a Milano |
| "Frequentemente,
in questo periodo, mi sento rivolgere la domanda: "Perché
hai inserito la luce in alcune opere?". Per me la
luce é l'epressione simbolica di un mondo informale, al
di là della materia, in una dimensione che trascende la sensazione
e mi proietta nell'immaginario infinito dell'essere
umano. |
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Scorcio
dell'allestimento al Museo Archeologico di Milano, '97 |
| Cooperativa
Raccolto |
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