| Cooperativa
Raccolto |
|
![]() |
|||||
| L'alchimia
del lavoro I generosi che primi in Milano fecondarono le arti e le scienze |
|
||||
Storia
di Milano |
|||||
I
siti Internet dei sei Enti Storici della Formazone |
|||||
Il
volume, realizzato dal Raccolto per il Comune di Milano - Assessorato
al Lavoro e alle Politiche dell'Occupazione, narra, attraverso testi
ed immagini la storia dei sei Enti Storici della Formazione di Milano.
Un'esperienza di valore proiettata alle nuove sfide di sviluppo e progresso. |
![]() |
||||
Comune di Milano Società d’Incoraggiamento
Circolo Filologico Milanese
Scuola Superiore d’Arte
Applicata all’Industria del Castello Sforzesco Società Umanitaria E.M.I.T Ente Morale Fondazione Giovanni
|
Brevi stralci dai
testi, contenuti nel volume, dedicati ai sei Enti Storici milanesi: SIAM Sono trascorsi 170 anni da quel 7 agosto del 1838 che vide nascere, per iniziativa di un gruppo promotore guidato da Enrico Mylius, la Cassa d’Incoraggiamento per le Arti e i Mestieri. La Cassa (presto chiamata Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri), che fin dall’inizio vantò la presenza di illustri personalità quali Antonio De Kramer, Antonio Allievi, Michele Battaglia e altri ancora, si pose lo scopo di favorire il perfezionamento tecnico-produttivo delle manifatture lombarde e il più ampio progetto di accompagnare il processo d’industrializzazione di Milano, della Lombardia e dell’intero Paese... Il Filologico “Le prospere condizioni commerciali della città nostra e la copiosa affluenza di forestieri che di loro presenza l’onorano, esigono un’istituzione di tal natura, la cui necessità si fa più viva se si riflette al crescente intrecciarsi di rapporti internazionali, vogliamo avere un luogo dove ci riuniremo per studiare le lingue con la scorta di valenti maestri, ove troveremo giornali e libri italiani ed esteri... vogliamo che il Circolo diventi ritrovo della gente colta, garbata e studiosa e de’ forestieri che bramano di imparare la nostra lingua. Letture e conferenze: feste no”. Questi sono i punti salienti del documento più antico del Circolo Filologico Milanese... Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco Era il 4 luglio 1874; alcune carrozze scoperte con i Principi di Piemonte ed il loro seguito arrivano al Padiglione dei Giardini Pubblici di Corso Venezia. La cerimonia è per l’inaugurazione della Esposizione Storica di Arte Industriale. Questa notizia viene illustrata con una incisione “dal vero” dal signor Cenni per una rivista settimanale “Nuova illustrazione universale” del 12 luglio 1874 eseguita con una precisione quasi fotografica quale servizio di cronaca per la città di Milano. L’Esposizione era stata curata dalla Associazione Industriale Italiana che aveva a disposizione questo caratteristico edificio il quale, in un secondo momento, lascerà il posto all’odierno Museo di Storia Naturale. La notizia mette in evidenza l’interesse nascente per le “Arti Industriali”, che oggi conosciamo con il nome di Arti Applicate e la sentita necessità di formazione di maestranze nel settore... Società Umanitaria “Non giunge il torbido agitarsi delle vie e delle piazze qui, dove in compenso si raccoglie tutto ciò che è potenziale per l’educazione delle classe operaia. La guerra aveva pesato anche sulle scuole dell’Umanitaria, abbandonate quando la trincea e l’officina s’erano prese gli allievi. Poi, con la pace è tornato il fervore di lavoro dove si è affollata una popolazione di giovani più seri, più gravi di prima, con un più severo senso del proprio dovere. “Rifioriscono le scuole di tirocinio per i giovanetti licenziati dalle scuole elementari; la Scuola di meccanica, le scuole per artefici del ferro battuto, per ebanisti, per orafi e cesellatori, dove gli iscritti sono circa 350, disciplinati ed assidui... EMITfeltrinelli ...“Eravamo nel 1906: mentre a Vicenza, a Fermo, a Bergamo e altrove fiorivano scuole industriali, che si prefiggevano lo scopo di preparare giovani tecnici capaci di diventare futuri capi di reparti o di officine meccaniche, a Milano – centro industriale di tanta importanza – non ne esisteva alcuna”. Nel 1908, superate le difficoltà finanziarie e di sede, prendeva il via il Corso preparatorio della “Scuola Industriale Milanese”. Il primo ottobre 1909 veniva aperto il primo Corso del quadriennio di insegnamento industriale. La nuova istituzione – che poteva contare sull’appoggio finanziario del Comune, della Cassa di Risparmio, della Società Umanitaria, della Camera di Commercio e del Consorzio fra Industriali Meccanici e Metallurgici – otteneva in breve tempo risultati così brillanti da rendere necessaria, dopo solo un anno di vita, la nomina di un regolare Consiglio di Amministrazione... La Scuola Cova (...) la nascita della Scuola Cova. È in questo spirito di nuova frontiera, in un felice contesto storico-artistico, che Irene Cova (1902-1992) era cresciuta, e aveva aperto il primo nucleo artistico formativo di una Scuola nella sua Bottega d’Arte in via Giovio al numero 30, nel cuore di Milano; laboriosità, efficienza, impegno civico. Un progetto concreto nello spirito ambrosiano che aveva animato il padre, Giovanni Cova, lungimirante industriale cotoniero (nonché uno dei Mille): alla sua morte, la giovane Irene aveva sentito la necessità di fare qualcosa per esserne all’altezza e onorarne la memoria. Una specie di “piccola accademia”, dove le naturali tendenze artistiche o artigianali dei ragazzi che vi entravano, venivano valutate individualmente, elaborate e condotte per mano verso il tipo di inquadramento della nuova professionalità. La frequentavano di preferenza, poiché questa era ormai l’impronta che Irene Cova voleva dare alla sua attività, giovani che avevano come scopo quello di prepararsi nell’arte della ceramica per l’esercizio di un mestiere: la metropoli, a quei tempi, era affamata di mani specializzate, un buon training poteva impiegarle nella molteplicità delle sue branche produttive. “Bisogna sentire la ceramica non come una cosa esclusivamente decorativa, ma semplicemente come una cosa viva, perché utile e bella insieme – amava ripetere ai suoi giovani – capace di comunicarci un alto segno di civiltà formale o la voce di una espressione individuale, anche attraverso la perfetta rispondenza ad una determinata funzione”. |
||||
![]() |
|||||
| Particolare
da un'immagine pubblicata nel volume: il Castello Sforzesco sullo sfondo di largo Cairoli, per le Esposizioni Riunite del 1894. (Illustrazione Italiana - Archivio Raccolto Guado) |
|||||
Progetto
Grafico Francesco Oppi |
Stampa Arti Grafiche Amilcare Pizzi |
| Cooperativa
Raccolto |
|