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| "Guardiamo
allora a queste opere d’oggi, e ciascuno di noi veda,
verifichi, indaghi ciò che sente e scorge percorrendo
con attenzione e rispetto queste altrui scale, ravvisando
se e come esse rispondano alla nostra vita, alle nostre verità,
alle nostre attese e disperazioni nel loro specchiarsi ai
versi del Paradiso." |
Mostra
itinerante
tra letteratura ed arti visive a cura di Raccolto
con Libreria Bocca, in collaborazione con Società Umanitaria
e Comune di Inveruno
33 opere in mostra per altrettanti Canti dell'ultima
Cantica dantesca
Le
copertine dei cataloghi dedicati alle tre Cantiche dantesche.
(Raccolto Ed. 2007,
2008, 2009)
Inferno con un testo critico di Andrea
B. Del Guercio;
Purgatorio con un testo critico di Rossana
Bossaglia;
Paradiso con un testo critico di Giorgio
Seveso. |
La Performance di BROS
all'Umanitaria in luglio
presentazione di Giorgio Seveso
| APERTURA
(chiuso
il lunedì) |
mattino |
pomeriggio |
sera |
| martedì |
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14.00
- 18.00 |
20.30
- 22.30 |
| mercoledì |
9.00
- 12.30 |
14.00
- 18.00 |
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| giovedì
e venerdì |
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14.00
- 18.00 |
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| sabato |
9.00
- 12.30 |
14.00
- 16.30 |
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| domenica |
10.30
- 12.30 |
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L'inaugarazione
nel Chiostro dei Glicini della mostra sul Purgatorio nel 2008.
Sulla destra Maria Helena Polidoro, Direttore Generale della Società
Umanitaria con Rossana Bossaglia in primo piano. |
Con il Paradiso, si completa il progetto triennale
“Dante 100x100”, ovvero 100 artisti contemporanei chiamati
dalla Cooperativa Raccolto a interpretare singolarmente l’opera
del Divin Poeta. In mostra, dal 20 marzo alll'11 aprile 2010,
ci saranno 33 opere inedite, di forte suggestione, che illustrano l’ultima
Cantica della Divina Commedia. Dal “libro bianco” di Lorenzo
Perrone, da cui Beatrice può “leggere” i
nostri visi, ai segni maturi e raffinati di Lamberto Correggiari,
che propone il dubbio sulle realtà ultraterrene; dalla famosa
“scaletta” di Antonio Fomez, che qui si
cimenta con Adamo, ai colori abbacinanti dell’intenso lavoro di
Silvio Manzotti, e all'"onironico" e raffinato
lavoro di Gioxe De Micheli, fino all’inconfondibile
segno di Fernando De Filippi che chiude la Commedia;
in mostra anche le opere di Sonda e Bros
che dall’esperienza “street” si cimentano coll’Alighieri.
Un libero viaggio di cristallina creatività tra incisioni, acqueforti,
pastelli, matite, olii, acrilici, tecniche miste. Una mostra raffinata
e ricca di provocazioni sempre costruttive, che dà modo di avvicinarsi
al poema per riscoprirlo attraverso gli occhi e le pulsioni di alcuni
tra i più rilevanti e interessanti artisti contemporanei.
INFO:
Comune di Inveruno - Ufficio Cultura, tel. 02 97285979
Coop. Raccolto, tel. 0331 875337
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Stefano Pizzi
IX Canto - INFERNO
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Pino Deodato
XXXIII Canto - PURGATORIO
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Gioxe De Micheli
VII Canto - PARADISO
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Artisti
impegnati nella terza Cantica _ Paradiso:
Lorenzo Perrone - Carlo Montesi - Romeo Borzini - Lamberto Correggiari
- Matteo Capobianco - Vito Intini - Gioxe De Micheli - Paola Nasso -
Sergio Ciulli - Daniela Giovannetti - Barbara Gabotto - Giacomo Guidetti
- Antonio Tonelli - Patrizia Cigoli - Matteo Di Corato - Grazia Gabbini
- Fausta Dossi - Silvio Manzotti - Lidia Kaly - Giuliano Grittini -
Andrei Cristian Iancu - Bros - Loredana Galante - Claudio Nicolini -
Salvatore Dongiovanni - Antonio Fomez - Bruna Aprea - Yumiko Tachimi
- Giuliana Fanti - Daniela Rancati - Cristian Sonda - Elvio Marchionni
- Fernando De Filippi.
Artisti
impegnati nella seconda Cantica_
Purgatorio:
Francesco Correggia - Giovanni Mazza
- Lelo Cremonesi - Michele Stasi - Topylabrys
Togo - Agustin Español Viñas - Carmine Sabbatella - Nico
De Sanctis - Ernesto Saracchi - Carlo Ballerio - Massimo Silvano Galli
- Fernanda Borio - Andres Romera Rodriguez - Gianni Gangai - Carmine
Caputo di Roccanova - Giovanni Blandino - Mario Arlati - Lino Di Vinci
- Raoul Cecchini - Silla Ferradini - Marit Amesz - Silvia Testerini
Bono - Gianni Lattanzi - Gemma Romera Jordan - Alton Falcone - Joan
Pasqual - Lia Cavanna - Luciano Gibboni - Cristina Fumagalli - Maria
Luisa Ritorno - Silvia Manazza - Pino Deodato.
Artisti
impegnati nella prima Cantica_
Inferno:
Ernesto
Treccani
- Gudrun
Sleiter
- Luciano
Ragozzino
- Paolo
Baratella
- Luigi
Granetto
- Ugo
Sanguineti
- Emilio
Tadini
- Daniela
Benedetti
- Stefano
Pizzi
- Daniele
Oppi
- Domizio
Mori
- Marco
Viggi
- Giorgio
Roggino
- Gastone
Mariani
- Vincenzo
Ognibene
- Franco
Cenci
- Renato
Galbusera
- Maria
Jannelli
- Giancarlo
Colli
- Antonella
Parolo
- Vincenzo
Vinotti
- Gerardo
Lo Russo
- Rino
Crivelli
- Antonio
Lodola
- Massimo
Marchesotti
- Gianfranco
Draghi
-
Giuseppe Abbati
- Silvio
Bellini
- Giorgio
Venturino
- Alessandro
Negri
- Sabino
Ventura
-
Armida Lombardi
- Marisa
Camillo
- Luigi
Regianini.
Dalla presentazione alla mostra "Inferno"
(2007):
Daniele Oppi e la cultura del “Libro d’artista”
di Andrea B. Del Guercio
La realizzazione di questa mostra e la pubblicazione di questo catalogo
erano uno degli innumerevoli progetti di Daniele Oppi; in più occasioni
me ne aveva parlato con il suo costante e generoso entusiasmo e chiedendomi
di collaborare con una breve riflessione.
Di fronte all’improvvisa scomparsa di Daniele il mio contributo
si allarga e si orienta verso la natura culturale di questo evento quale
valore emblematico di tutto un suo procedere creativo svolto nel tempo
e particolarmente vicino alla mia stessa concezione critica; mi sembra
interessante collocare la volontà caleidoscopica di Daniele Oppi
quale forma specifica del fare pittura e del fare arte, dove cioè
si intende come vivere realmente l’interdisciplinarità e
la vitale complessità dei linguaggi visivi, delle infinite variabili
della comunicazione iconografica, l’esasperazione delle avventure
cromatiche, di tutto un mondo, tra grandi e piccoli valori, tra momenti
espressivi, errori e qualche banalità.
Un territorio di cultura visiva dove si intende preservare e sostenere
l’affermazione di ogni straordinaria avventura espressiva, ma soprattutto
vista in un’ottica non separata, non asetticizzata, ma nella ricchezza
dell'essere d’insieme; di fronte a quest'ultima lunga stagione “fredda”,
costruita attraverso i rigorosi steccati indotti dalle regole di mercato
e dai sistemi critici, il progetto culturale di Oppi è ancora quello
della complessità e della ricchezza, del rispetto dell’avventura
espressiva del singolo artista e del singolo fruitore, dove ogni opera
cioè è sempre e comunque un frammento di umanità.
Nello specifico il progetto editoriale ed espositivo trova la vivace coesione
tra il testo poetico di Dante Alighieri, accennato nelle delicate lettere,
ed un ampio sistema di decodificazione iconografica; all’unità
letteraria corrisponde l’articolazione dei diversi campi, le figure
e le voci, le colpe e le forme di espressione, mentre il sistema per immagini
si frantuma per singolo autore e per singola immagine per poi ricostruirsi
nel volume attraverso la forma conclusa di un’esperienza globale.
Questa capacità di Oppi di far vivere, di creare fondi di collegialità,
si traducono in una nuova forma di contemporaneità dell’opera
dantesca; l’“Inferno”, tanto e profondamente studiato
ed analizzato nei secoli, appare attraverso l’arte visiva ancora
attivo nella creatività e nella sensibilità contemporanea
ed ogni artista appare tassello di un mosaico vivace e complesso; ogni
immagine che accompagna il testo ci parla di una volontà di lettura
e di un desiderio di partecipazione che nelle sue dimensioni sembra inesauribile,
quasi a voler predisporsi ancora a nuove “Illustrazioni”.
L’intera mostra ed il volume che la accompagna sono la tangibile
prova di quanto arte e letteratura continuino a convivere ed a produrre
nuovi contributi; ritengo cioè collocare questo nuovo evento in
quella grande storia dell’arte moderna e contemporanea che ha fatto
del “libro d’artista” un oggetto straordinario di creatività
ed a cui numerosi artisti anche presenti in questo progetto hanno portato
significativi contributi; valga ricordare in questa occasione anche solo
il nome di Ernesto Treccani nell’infinita e straordinaria sua produzione
e proliferazione di opere-immagini; non posso non ricordare, contro l’oblio
del tempo, la sua vivace e significativa collaborazione alle preziose
Edizioni dell’Upupa create da quel grande scrittore fiorentino che
fu Piero Santi negli anni ‘70.
Daniele Oppi mi ha permesso con questa pagina di ricordare un patrimonio
ed una cultura che non deve essere dimenticata; l’opera di Oppi
torna cioè a sottolineare la persistenza positiva di ogni momento
di compenetrazione estetica utile ad una fruizione che si qualifica attraverso
i processi d’interferenza e di relazione.
Dalla
presentazione alla mostra "Purgatorio"
(2008):
Arte come “varietà di attitudini e sentimenti”
di Rossana Bossaglia I
trentatre artisti che sono stati qui invitati a illustrare la seconda
Cantica della Divina Commedia sono artisti già noti, presenti nel
nostro panorama culturale, per la più parte di formazione italiana;
ma inseriti in diverse tendenze espressive, quindi testimoni della varietà
delle forme stilistiche in atto al giorno d’oggi.
Nella sequenza incontriamo, per fare qualche esempio, esponenti di una
figurazione di tradizionale matrice, quindi dal piglio narrativo; altri
ispirati all’astrattismo storico; alcuni deliberatamente descrittivi,
altri vistosamente simbolici.
In taluni è evidente la volontà di farsi interpreti dell’atmosfera
dantesca in quanto tale, di sentirsi perciò immedesimati nel Medioevo,
altri invece testimoniano il significato assoluto, fuori dal tempo della
creatività dell’eccelso poeta. In tutti, comunque, è
messa in risalto la forza comunicativa della Divina Commedia, che appare
come un racconto leggibile a seconda della formazione esistenziale e culturale
del lettore, dunque capace di trasmettere messaggi variati, a seconda
dei luoghi e dei momenti in cui è in rapporto chi l’accosta.
Il tema del Purgatorio, peraltro, è particolarmente adatto a questa
libera invenzione di immagini, non appoggiandosi al concetto della dannazione,
dunque del peccato, né a quello della redenzione; bensì
al principio della varietà di attitudini e sentimenti che si manifestano
nella vita corrente.
La suggestione fantastica è comunque lo stimolo creativo che ha
condotto la mano del poeta e quello in cui riconosciamo in noi la sua
possibile interpretazione; come dire: nessuno di noi ha la grandezza di
Dante e tuttavia Dante rappresenta, ed è, tutti noi.
Dalla
presentazione alla mostra "Paradiso"
(2009):
L'Arte in Paradiso
di Giorgio Seveso
Quanti sono, prima e dopo il grandioso Gustave Doré, gli illustratori
della Divina Commedia?
Certamente moltissimi, e di tutte le epoche e qualità. Forse
un po’ meno invece, ma certo sempre tanti, sono i pittori che
dell’immortale poema si sono in qualche modo serviti per elaborare
una loro personale visione, figure e segni ispirati a questo o quel
brano, a questa o quella evocazione. Senza dunque illustrare, bensì
interpretando, tramite i loro personali linguaggi d’espressione,
le mille e mille ispirazioni al racconto, alla fantasticazione, alla
metaforizzazione dei sentimenti umani di cui sono preziosamente intrecciate
le terzine incatenate di Dante.
Queste pagine universali, difatti, talmente dense di immagini poetiche
e metafore da costituire un mondo in sé, capace di traversare
i secoli e le culture senza mai perdere nulla della sua pertinenza e
della sua freschezza, sono sempre state e sono ancora oggi simboli e
suggestioni profonde che non possono che straordinariamente stimolare
e innescare la visionarietà, la trasfigurazione dei significati
e delle allegorie, l’immaginazione più ardita e complessa
in chi le percorra con sensibilità aperta e animo in ascolto,
in ogni momento e condizione.
Lo hanno dimostrato anche gli artisti che a suo tempo hanno accettato
l’invito di Daniele Oppi e degli amici del Raccolto, lavorando
gli anni scorsi sul tema de l’Inferno e del Purgatorio.
La collezione delle loro opere è un tale sorprendente ed effervescente
florilegio di forme e figure, di interpretazioni e di letture varie
e articolate da divenire anche lo specchio acuto e riassuntivo delle
molte tendenze dell’arte contemporanea: una raccolta di realizzazioni
che varrà davvero la pena, quando sarà possibile, di pubblicare
e rivedere tutte unite in un unico corpus espositivo…
Unendole, appunto, a quelle di oggi, pervenuti come siamo a trattare
infine del Paradiso che, delle tre Cantiche, è certo la più
eterea, la più celeste e spirituale, la più fervida di
sentimenti trascendenti, di allusioni impalpabili, di enigmi che sciolgono
la ragione nella luce accecante del divino.
E se, come si dice, è pur vero che tra Inferno e Purgatorio le
storie di peccato sono probabilmente più divertenti e di gusto
più frizzante rispetto a quelle di virtù, è anche
evidente che ancora una volta gli artisti si sono trovati dinnanzi un
compito anche qui d’entusiasmo ma pure d’inquietudine, se
non di timore e reverenza, laddove la grandezza inarrivabile di questa
letteratura travalica il puro dato letterario e, in termini plastici
o figurativi, quasi lo fa girare a vuoto, rendendone superflua, addirittura
pleonastica se non “trasgressiva”, ogni interpretazione.
Il Paradiso, difatti, è già in se stesso una montagna
d’immagini, la cui ascesa è tappezzata di folgoranti visioni,
talvolta impervia e talaltra dolce ma, sempre, segnata da sentieri sublimi,
percorrendo i quali l’animo del lettore (stavo quasi per scrivere
“del riguardante”, come dire dello spettatore) si concentra
e si perde lentamente nel gorgo della Commedia dantesca e delle sue
visioni, nelle sue linee di forza ampie e curve, nelle potenzialità
delle sue iperboli, nel vigore profondo del suo languore paradisiaco,
della sua contemplazione dell’indicibile.
Entrare nell’immaginario del Paradiso è come entrare in
uno spazio in cui il pensiero si inchina al mistero, in cui tutto diventa
possibile, in cui addirittura la rappresentazione del sacro diviene
essa stessa sacrale, “miracolo” di fede e insieme di poesia,
laddove è ben difficile distinguere – almeno agli occhi
d’oggi – quale delle due prevalga o determini la natura
dell’altra. Il viaggio cominciato nella “selva oscura”
si conclude oggi con “l’amor che muove il sole e l’altre
stelle”, ed è come se appunto la grande poesia –
e solo la sua virtù e il suo potere d’illuminare ogni cosa
ed ogni piega del mondo e dell’uomo – portassero l’Alighieri,
e noi lettori con lui, a compiere un itinerario di comprensione, un
viaggio iniziatico teso ad imparare la ragione degli uomini e, insieme,
i sentimenti di comunità, di adesione, d’amore appunto,
verso gli altri e il mondo.
Arte, dunque, in paradiso. Ma gli artisti dei quali ci accingiamo ora
a sfogliare le immagini hanno colto davvero il senso delle immagini
di Dante? Hanno trovato la via per dire di se stessi e dei loro sentimenti,
dei loro ideali, della loro coscienza, senza tradire o deformare con
le loro immagini il testo? Quanto resterà tra loro di ciò
che è dedicato al già rimasto, al già consegnato
alla storia degli uomini e del loro pensiero?
Ecco. Come di solito, a fronte della poesia e delle sue conseguenze
e suggestioni, ciò che più si afferma è il tono
interrogativo. Nella polpa viva delle cose si aprono domande, e come
scrive il Poeta
“tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e com’è duro calle
lo scendere e il salir per l’altrui scale.”
Guardiamo allora a queste opere d’oggi, e ciascuno di noi veda,
verifichi, indaghi ciò che sente e scorge percorrendo con attenzione
e rispetto queste altrui scale, ravvisando se e come esse rispondano
alla nostra vita, alle nostre verità, alle nostre attese e disperazioni
nel loro specchiarsi ai versi del Paradiso. E proprio in questo lavoro
da spettatori compartecipi potremo, forse, trovare in noi il nucleo
più sepolto e lucente del senso vero dell’arte.
Il
seme lidea
Come nasce il progetto DANTE
Nello spirito che contraddistingue la Libreria Bocca
da sempre come fucina di idee e importante punto di riferimento per
la cultura e larte nel mondo, Giacomo Lodetti
commissiona nel 2002 a Daniele Oppi, ed alla Cooperativa
RACCOLTO da lui rappresentata, la supervisione di un ambizioso
progetto di illustrazione della Divina Commedia, dando così lavvio
alla realizzazione di unidea accarezzata da tempo.
Progetto ambizioso anzitutto per la quantità di artisti e collaboratori
coinvolti: CENTO ARTISTI invitati a partecipare per
illustrare i CENTO CANTI che compongono il poema, con
un criterio di assegnazione canto-artista che tiene conto della
specifica individualità e poetica di ognuno di essi,
senza trascurare la coralità del progetto.
Nella realizzazione dettagliata di questo progetto è impegnato
lo staff del Raccolto: dal contatto con gli artisti, allorganizzazione
logistica dei materiali, sino alla confezione grafica finale.
Ambizioso, anche, per il livello qualitativo che si propone di raggiungere:
cento opere, con relativo canto, edite singolarmente in trentatrè
copie ciascuna, appartenenti ai maggiori artisti del panorama artistico,
italiano e non solo, contemporaneo.
Ed inoltre la prospettiva di una mostra nelle sedi Bocca, con stampa
del catalogo completo delle opere.
Ci sarebbe già di che accontentarsi. Ma le ipotesi di ampliamento
di questo grande progetto sono ricche di attrattive; e tutte molto percorribili.
La Libreria Bocca s.n.c. - Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - Milano,
ha incaricato la cooperativa Raccolto di raccogliere le adesioni di
artisti per ledizione speciale della Divina Commedia

dal
IX canto dell'Inferno,
"La Medusa" di Stefano Pizzi
tra i primi lavori pervenuti
nel 2002.
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