DANTE
100 PER 100
CENTO ARTISTI PER CENTO CANTI DELLA DIVINA COMMEDIA
Prima Cantica INFERNO
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FOTO
inaugurazione
del 10 luglio
nel Chiostro dei Glicini dell'Umanitaria
a Milano
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10-29
luglio 2007
Chiostro dei Glicini
della Società Umanitaria
via Daverio, 7 - Milano
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presentazione
di Andrea B. Del Guercio
Diparimento d'Arte e Antropologia del Sacro - Accademia di Belle
Arti di Brera
la
mostra fa parte della programmazione di "Estate
nei Chiostri dell'Umanitaria"
Il
Chiostro dei Glicini della Società Umanitaria ospiterà
le tre parti della mostra. |
One hundred
contemporary artists interpreting
“the divine poet’s Divine Comedy”
In national preview - the first part of the exhibition “Dante
100 per 100”: that means one hundred contemporary artists
interpreting “the divine poet's Divine Comedy”: a Canticle,
34 works.
The show is an idea of Giacomo Lodetti realised and
concretized thanks to Daniele Oppi (prematurely dead
in 2006) for the Cooperativa Raccolto in cooperation with Libreria Bocca.
That is realised with the purpose to celebrate the work of the Supreme
Poet, and in order to goad the associated artists of Cooperativa Raccolto
in realising their particular interpretation of the canto more suitable
to their soul: Pathos & Thanatos. The location, the “Chiostro
dei Glicini” will improve the ambience of an exhibition announcing
itself deeply evocatory, thanks to unique works, totally inedited: from
the cheeky Medusa of Stefano Pizzi, through the constellation
of damned souls of Paolo Baratella, to the wretch storm
of Luigi Granetto, to Ugo Sanguineti’s
Cerberus, eating a woman’s body. And other 30 artists, in a path
signed by engravings, etchings, pencils, oils, acrylics and miscellaneous
techniques.
The show includes an Antonio Porta’s version of the fifth canto
of Dante’s Inferno, with an art work by Gianfranco Baruchello
(Raccolto, “L’Opera delle Opere”, 1991).
Accompanied by the author of the first Canto, Ernesto Treccani,
our Virgilio, let’s prepare ourselves for a very important artistic
event.
Grazie all’impegno profuso dalla Cooperativa Raccolto nell’arco
di 5 anni, alla Società Umanitaria, a luglio, si apre - in anteprima
nazionale - la prima parte della mostra Dante 100x100,
ovvero 100 artisti contemporanei chiamati a interpretare singolarmente
la divina opera del Divin Poeta: una Cantica, 34 opere d’arte.
L’idea è nata da Giacomo Lodetti e resa
possibile da Daniele Oppi (prematuramente scomparso
l’anno scorso) per la Cooperativa Raccolto insieme con la Libreria
Bocca, nel duplice intento di celebrare l’opera del sommo Poeta
e di pungolare gli artisti, soci e aderenti del Raccolto, affinché
si cimentassero con una personale interpretazione del canto a loro assegnato.
Ne è scaturita, dopo un periodo di intenso lavoro, una singolare
panoramica dell’arte contemporanea, palesata da piccole e significative
opere originali.
Dalla Medusa irriverente di Stefano Pizzi alla costellazione
di dannati di Paolo Baratella, dalla bufera degli Amanti
di Luigi Granetto al Cerbero di Ugo Sanguineti
che divora un corpo di donna. Ed altri 30 ancora in un viaggio sicuramente
suggestivo.
“Allor si mosse, e io li tenni dietro”, con la chiusa del
Primo Canto, interpretato da Ernesto Treccani, nostro
Virgilio, ci prepariamo ad un’evento di grande rilievo culturale
che coinvolge importanti personalità dell’arte contemporanea.
Francesco Oppi
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Copertine
dei cataloghi delle tre Cantiche dantesche. |
catalogo RaccoltoEdizioni
Orari
dal lunedì al venerdì
dalle 10.00 alle 19.00
sabato e domenica 10.00 - 13.00 -
16.00 - 20.00
Artisti impegnati nella prima Cantica:
Ernesto Treccani • Gudrun Sleiter • Luciano Ragozzino •
Paolo Baratella • Luigi Granetto • Ugo Sanguineti •
Emilio Tadini • Daniela Benedetti • Stefano Pizzi •
Daniele Oppi • Domizio Mori • Marco Viggi • Giorgio
Roggino • Gastone Mariani • Vincenzo Ognibene • Franco
Cenci • Renato Galbusera • Maria Jannelli • Giancarlo
Colli • Antonella Parolo • Vincenzo Vinotti • Gerardo
Lo Russo • Rino Crivelli • Antonio Lodola • Massimo
Marchesotti • Gianfranco Draghi • Giuseppe Abbati •
Silvio Bellini • Giorgio Venturino • Alessandro Negri •
Sabino Ventura • Armida Lombardi • Marisa Camillo •
Luigi Regianini
In mostra anche la Versione del V Canto dell’Inferno che
Antonio Porta preparò con passione
accompagnata da un’opera grafica di Gianfranco Baruchello
(Faldone Raccolto “L’Opera delle Opere”
- RaccoltoEdizioni, 1991)
Il
seme lidea
Come nasce il progetto DANTE
Nello spirito che contraddistingue la Libreria Bocca
da sempre come fucina di idee e importante punto di riferimento per
la cultura e larte nel mondo, Giacomo Lodetti
commissiona nel 2002 a Daniele Oppi, ed alla Cooperativa
RACCOLTO da lui rappresentata, la supervisione di un ambizioso
progetto di illustrazione della Divina Commedia, dando così lavvio
alla realizzazione di unidea accarezzata da tempo.
Progetto ambizioso anzitutto per la quantità di artisti e collaboratori
coinvolti: CENTO ARTISTI invitati a partecipare per
illustrare i CENTO CANTI che compongono il poema, con
un criterio di assegnazione canto-artista che tiene conto della
specifica individualità e poetica di ognuno di essi,
senza trascurare la coralità del progetto.
Nella realizzazione dettagliata di questo progetto è impegnato
lo staff del Raccolto: dal contatto con gli artisti, allorganizzazione
logistica dei materiali, sino alla confezione grafica finale.
Ambizioso, anche, per il livello qualitativo che si propone di raggiungere:
cento opere, con relativo canto, edite singolarmente in trentatrè
copie ciascuna, appartenenti ai maggiori artisti del panorama artistico,
italiano e non solo, contemporaneo.
Ed inoltre la prospettiva di una mostra nelle sedi Bocca, con stampa
del catalogo completo delle opere.
Ci sarebbe già di che accontentarsi. Ma le ipotesi di ampliamento
di questo grande progetto sono ricche di attrattive; e tutte molto percorribili.
La Libreria Bocca s.n.c. - Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - Milano,
ha incaricato la cooperativa Raccolto di raccogliere le adesioni di
artisti per ledizione speciale della Divina Commedia

dal
IX canto dell'Inferno,
"La Medusa" di Stefano Pizzi
tra i primi lavori pervenuti
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Dalla
presentazione alla mostra:
Daniele Oppi e la cultura del “Libro d’artista”
di Andrea B. Del Guercio
La realizzazione di questa mostra e la pubblicazione di questo catalogo
erano uno degli innumerevoli progetti di Daniele Oppi; in più
occasioni me ne aveva parlato con il suo costante e generoso entusiasmo
e chiedendomi di collaborare con una breve riflessione.
Di fronte all’improvvisa scomparsa di Daniele il mio contributo
si allarga e si orienta verso la natura culturale di questo evento quale
valore emblematico di tutto un suo procedere creativo svolto nel tempo
e particolarmente vicino alla mia stessa concezione critica; mi sembra
interessante collocare la volontà caleidoscopica di Daniele Oppi
quale forma specifica del fare pittura e del fare arte, dove cioè
si intende come vivere realmente l’interdisciplinarità
e la vitale complessità dei linguaggi visivi, delle infinite
variabili della comunicazione iconografica, l’esasperazione delle
avventure cromatiche, di tutto un mondo, tra grandi e piccoli valori,
tra momenti espressivi, errori e qualche banalità.
Un territorio di cultura visiva dove si intende preservare e sostenere
l’affermazione di ogni straordinaria avventura espressiva, ma
soprattutto vista in un’ottica non separata, non asetticizzata,
ma nella ricchezza dell'essere d’insieme; di fronte a quest'ultima
lunga stagione “fredda”, costruita attraverso i rigorosi
steccati indotti dalle regole di mercato e dai sistemi critici, il progetto
culturale di Oppi è ancora quello della complessità e
della ricchezza, del rispetto dell’avventura espressiva del singolo
artista e del singolo fruitore, dove ogni opera cioè è
sempre e comunque un frammento di umanità.
Nello specifico il progetto editoriale ed espositivo trova la vivace
coesione tra il testo poetico di Dante Alighieri, accennato nelle delicate
lettere, ed un ampio sistema di decodificazione iconografica; all’unità
letteraria corrisponde l’articolazione dei diversi campi, le figure
e le voci, le colpe e le forme di espressione, mentre il sistema per
immagini si frantuma per singolo autore e per singola immagine per poi
ricostruirsi nel volume attraverso la forma conclusa di un’esperienza
globale.
Questa capacità di Oppi di far vivere, di creare fondi di collegialità,
si traducono in una nuova forma di contemporaneità dell’opera
dantesca; l’“Inferno”, tanto e profondamente studiato
ed analizzato nei secoli, appare attraverso l’arte visiva ancora
attivo nella creatività e nella sensibilità contemporanea
ed ogni artista appare tassello di un mosaico vivace e complesso; ogni
immagine che accompagna il testo ci parla di una volontà di lettura
e di un desiderio di partecipazione che nelle sue dimensioni sembra
inesauribile, quasi a voler predisporsi ancora a nuove “Illustrazioni”.
L’intera mostra ed il volume che la accompagna sono la tangibile
prova di quanto arte e letteratura continuino a convivere ed a produrre
nuovi contributi; ritengo cioè collocare questo nuovo evento
in quella grande storia dell’arte moderna e contemporanea che
ha fatto del “libro d’artista” un oggetto straordinario
di creatività ed a cui numerosi artisti anche presenti in questo
progetto hanno portato significativi contributi; valga ricordare in
questa occasione anche solo il nome di Ernesto Treccani nell’infinita
e straordinaria sua produzione e proliferazione di opere-immagini; non
posso non ricordare, contro l’oblio del tempo, la sua vivace e
significativa collaborazione alle preziose Edizioni dell’Upupa
create da quel grande scrittore fiorentino che fu Piero Santi negli
anni ‘70.
Daniele Oppi mi ha permesso con questa pagina di ricordare un patrimonio
ed una cultura che non deve essere dimenticata; l’opera di Oppi
torna cioè a sottolineare la persistenza positiva di ogni momento
di compenetrazione estetica utile ad una fruizione che si qualifica
attraverso i processi d’interferenza e di relazione.

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