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Il Presidente del Consiglio regionale
della Toscana
Alberto Monaci
ha il piacere di presentare la mostra

Gianfranco Draghi
archeologo degli stati d'animo


Interviene
Stefano De Rosa

Storico dell'Arte



Giovedì 31 marzo 2011 Primo Piano - ore 17.00

Palazzo Bastogi
Via Cavour, 18 Firenze


La mostra prosegue sino
all'8 aprile 2011


ORARI:
dal lunedì al venerdì
14.00-18.00







Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale - 055 23871 Responsabile
Dott.ssa Daniela Ricci

Scultura di Gianfranco Draghi.

Gianfranco Draghi
C'é stato un tempo, parlo di qualche decennio fa, in cui Gianfranco Draghi scendeva a dipingere in una sorta di antro, come se la pittura fosse una simbolica discesa nell'inconscio, un viaggio a ritroso nello spazio temporale di un'esistenza intensamente vissuta. Come veniva teorizzato da Italo Svevo nel suo Diario, scopo del viaggio era riportare galla un frammento memoria, un suono lontano, un segnale luminoso a cui il tempo non ha tolto forza né fascino. dipingeva se stesso nascosto da barba omerica, dalla quale usciva uno sguardo quasi sempre acceso, pronto fendere l'oscurità della vita e a violare le ipocrisie sociali. Ciò che viene mostrato oggi é lavoro artista lontano da quei decenni. Non solo per l'ovvia considerazione che il tempo ha messo una distanza fra allora e oggi, ma perchè mondo interiore si é pacificato, ha assunto una leggerezza che conduce a considerare la realtà con maggiore indul- genza. Nei suoi lavori su tessuto, la pittura acquista una sensualità particolare, che avvolge gli spazi, li ridisegna, rende eleganti. Le sculture, specialmente nei ritratti muliebri, continuano rendere attuale quel suo viaggio nell'universo femminile da sempre è componente essenziale del suo d'artista. Draghi non ha mai inseguito bellezza facile, da strappare immediati consensi e favorire appetiti di carattere commerciale. È stato, e lo è tuttora, l'archeologo degli stati d'animo, lo speleologo dell'indicibile. La sua ricerca, come si addice ad ogni vero scrutatore dell'universo interiore, non é terminata. Continuerà ancora, alimentandosi con la curiosità inesausta dell'uomo con le profonde letture dell'intellettuale. Perderà i connotati drammatici di una volta, non certo la capacità di catturare l'attenzione delle persone sensibili, pronte a provare sensazioni nuove e vive, pur in un tempo storico lamentevole barbarie.

Stefano De Rosa



ingresso libero




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