La trebisonda
raccolta di poesie, liberi
pensieri e aforismi
AUTORE Paola Vavassori
FORMATO 15 X 21
PAGINE 48
ILLUSTRAZIONI 42 in bianco e nero
PREZZO 10,00
PROFILO DEL LIBRO:
Poesia.
Dalla Prefazione:
Poesia, ironia, veggenza.
Ogni mondo è figlio di uno sguardo diverso. Ciascuno di noi fa
del proprio mondo la proiezione del mondo di tutti.
Il poeta no; il poeta proietta l’immagine che gli altri non sanno
di avere del mondo.
Paola Vavassori è “naïf” nel senso più
profondo del termine, è in-mediata, non ha sovrastrutture di
erudizione; l’espressione poetica, che a tratti prepotentemente
trapela da questi suoi scritti, vuole condurci a lei, alla sua più
profonda intimità.
L’autentica religiosità la mette in condizione di voler
descrivere “il tutto”, come lei più volte lo chiama,
per difenderlo dagli attacchi più o meno subdoli che, in verità,
a lei (e quindi a noi) appaiono in tutta la loro devastante potenza.
La biografia di Paola non può non essere presa in considerazione
nel leggere questo libriccino; con questo lavoro tanto sudato, l’autore
riscatta le paure accumulate in una realtà di violenza e sopraffazione,
riscatta anche i propri malanni, le proprie precarietà e fragilità
che, del resto, sono condizioni favorevoli alla produzione artistica
da sempre.
La Cooperativa Raccolto nel segno della ricerca dei semi della creatività,
ha visto in Paola Vavassori una autentica energia espressiva, una testimonianza
scritta di umane condizioni che senza “paura della paura”
vogliono intravedere e far intravedere un mondo possibile; se possibile,
migliore.
OGGI
2008
Errando
nella conquista della vita quotidiana,
arrangiandomi a malapena,
vivo nell’attesa di morire,
stendendo le mie mani al dio invisibile.
L’AUTORE:
Una mia nota biografica
Sono Paola Vavassori, nata a Cuggiono (Mi) il 19/10/1961. Vissuta a
Cuggiono fino a 28 anni e residente ad Inveruno (Mi) da quasi 20 anni.
Ho 47 anni.
Una vita sconvolta dalla madre pazza, con un padre sino a 16 anni assente
(mortomi in faccia a quell’età dopo una grave malattia
a 49 anni soli).
Con un fatto di droga pesante (L.S.D. acido lisergico) fattomi da un
cosiddetto amico, a 15 anni mentre io, confusa e sconvolta pensavo di
aver tentato un suicidio, dimenticavo tutto (non ancora signorina, praticamente
bambina), con una caduta dalla finestra del secondo piano in piedi e
fratture multiple scomposte in tutto il corpo, con una violenza orale
e carnale a soli 15 anni (con un’altra violenza sessuale da un
infermiere in ospedale mentre ero sotto shock). Con compagnie giovanili
di drogati e alcolizzati, senza un lavoro perché considerata
drogata e pazza da questa cosiddetta società malata e cattiva.
Una vita di lavoro in nero sfruttato e malpagato. Con botte per anni
ancora da mia madre, con una sorella cattiva ed ignorante, con amori
sbagliati e uomini dementi e squallidi.
Senza parenti vicini a me (non rispondevano neanche al mio saluto).
Senza soldi, senza salute, senza famiglia, amici. Senza amore, derisa
e isolata da tutti in paese, con un’altra storia di droga fattami
ancora una volta a mia insaputa a 25 anni. Finita in psichiatria in
confusione e delirio, perché nessuno ma nessuno veramente, si
preoccupava di me. Sola al mondo con il mio dolore.
Rinchiusa in una psichiatria a Magenta, quando non sapevo neanche l’esistenza
di ciò, dove i dottori ti imbottiscono di psicofarmaci, dove
gli infermieri ti rovinano e si divertono a fare i sadici su di te,
dove l’anima e il corpo muoiono e dopo quando esci, nella cosiddetta
società che è malata si divertono ad emarginarti, a deriderti
ed umiliarti, ad isolarti, ad essere capro-espiatorio della maggior
parte delle persone sadiche, cattive ed ignoranti. Con lo stato che
non ti da neanche i soldi per una pensione decente, neanche i soldi
per mangiare.
Ora a 47 anni, distrutta nel corpo, nell’anima e nella mente,
vivo con un po’ di aumento di pensione di invalida civile, vivo
più tranquilla con un compagno, Roberto che un po’ mi vuole
bene e un po’ mi aiuta in questa vita terribile e crudele e con
una sorella Elena che si è redenta un po’ ultimamente e
cerco di dimenticare tutte le violenze fisiche, morali, economiche e
sessuali subite per una vita e cerco di dimenticare la solitudine subita
e 7 tentati suicidi.
La mia anima però scrive ancora e denuncia tutto e tutti e comunque,
nonostante tutto e tutti è ancora pura, brava, sensibile e sincera.
N.B. Comunque ho fatto caso che chi ha dei problemi con me o mi tratta
male o si isola, è perché ha dei gravi problemi psicologici
o psichiatrici con se stesso e purtroppo è la maggior parte della
gente. La maggior parte della gente non capisce purtroppo che non solo
il corpo si ammala, ma soprattutto la mente
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