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copertina, opera di Alessandro Filardo RUOLO E QUESITI (Ai giovani artisti di Inverart 2010) Cosa vuol dire essere un artista oggi? E qual è il suo ruolo nel sociale? Che significato/importanza ha allestire un laboratorio di pittura e soprattutto cosa sono la pittura e il suo corpo? E ancora: ha tutt’ora un senso formarsi come intellettuali delle arti visive, produrre poetiche, ricerche, linguaggi e rendersi partecipi o protagonisti o complici di un mondo dell’arte diventato un sistema asservito all’economia al quale è sempre più difficile riconoscere una dimensione culturale? A questi quesiti saranno chiamati a rispondere il prossimo semestre, nell’ambito di un progetto sperimentale, gli allievi di tre Cattedre di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera di cui un’ottima rappresentanza è stata da me invitata a questa settima edizione di Inverart; e relativamente ai quali farebbero bene ad esprimersi e interrogarsi anche gli altri giovani autori qui presenti. è più che opportuno, infatti, se non si è amatorialmente ignoranti o intellettualmente disonesti ridefinire il proprio ruolo nell’ambito della contemporaneità al fine di trovarvi scientemente una collocazione. Attenzione, però, collocarsi in ambito artistico-culturale non significa optare genericamente in direzione di definiti o non definiti orientamenti estetici, per esempio in pittura l’area iconica piuttosto che quella aniconica, ma vuol dire per un artista assumersi la responsabilità di una scelta, che al di là della propria poetica, sia testimonianza di una precisa posizione intellettuale. Tanto per essere chiari: vogliamo continuare ad assistere quali testimoni passivi alle prodezze di un mercato imperiale, globalizzato, anonimo e decisamente pompieristico che si qualifica come appendice radical degli attuali eventi dell’economia e del costume, o siamo interessati, per contro, a produrre opere e pensieri che abbiano un peso e lascino una traccia all’interno della storia sociale dell’arte contemporanea? Non è cosa per tutti. Non è cosa da poco. Ma riguarda senz’altro tutti i giovani autori in formazione, che al di là dei luoghi comuni, hanno preso la non facile decisione di diventare artisti. Gli allievi di Brera, Azzellino, Constance, Giagnacovo, Lanzarotti, Mangiarini e Nacci tramite le opere che propongono ci comunicano che hanno iniziato ad interrogarsi partecipando al dibattito in questione e gli esiti mi paiono più che esaustivi. I loro approfondimenti teorici li scoprirò lavorando con loro nei prossimi mesi ma saranno alla portata di tutti allorché verranno pubblicati, insieme a quant’altro da loro prodotto, in occasione di un momento espositivo finale, per i tipi della Art-show Edizioni. Naturalmente non è che un inizio. Ce n’est que un debout… Mi auguro che lo sia per molti. Buon lavoro. Stefano Pizzi Titolare di Cattedra di Pittura Vice Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera Quest’anno Inverart giunge alla sua settima edizione. Una rassegna dedicata all’arte giovanile che, anno dopo anno, è riuscita a crescere e ad imporsi come uno degli eventi di maggior prestigio rivolti all’arte del mondo giovanile. Sono convinta che le istituzioni si debbano occupare dei giovani considerando l’essere giovani come risorsa positiva con cui rapportarsi, non attraverso processi di “etichettatura”, ma agevolando le azioni che portano ad una maggiore partecipazione dei ragazzi nella vita sociale e ad una nuova cultura. A questo scopo molti sono i progetti che, come Assessore alle Politiche giovanili, ho promosso da quando mi sono insediata. Voglio ricordare, tra gli altri, il bando “Fare work”. Un progetto concreto volto a valorizzare lo sviluppo creativo di giovani professioniste e professionisti nel campo dello spettacolo dal vivo, del multimediale e della comunicazione, attraverso l’accompagnamento al lavoro e la creazione d’impresa, sviluppando una serie di interventi di formazione, tutoring e produzione artistica ideato e realizzato direttamente dai giovani. Con il bando abbiamo dato la possibilità a 75 giovani, a 13 imprese creative e a 6 cantieri produttivi di acquisire, attraverso lezioni e seminari, gli strumenti basilari per accedere al mondo del lavoro in campo artistico, creando così nuove opportunità lavorative che permetteranno la nascita di nuovi talenti e nuove imprese in un settore che presenta forti resistenze al cambiamento. In linea con quanto promosso da Inverart, abbiamo inoltre sostenuto il concorso per giovani artisti contemporanei “Premio Ricoh”. Un bando dedicato ai giovani artisti che, attraverso le loro opere d’arte, dovevano esprimere e interpretare i “valori” Ricoh riassumibili in “impegno nell’innovazione”, “semplificazione della vita e del lavoro”, “attenzione all’ambiente” e ai “principi della responsabilità sociale”. Ai giovani scelti dalla Giuria verrà data la possibilità di esporre le proprie opere allo Spazio Oberdan dal 14 al 24 febbraio 2011. Un modo concreto per promuovere l’arte giovanile così come ogni anno fa il Comune di Inveruno con Inverart. Cristina Stancari Assessore alle Politiche giovanili della Provincia di Milano Come già appare chiaro dallo statuto del Raccolto del 1991 e come abbiamo più volte sottolineato sin dal 2004, noi intendiamo la cultura come lievito o, come qualcun’altro ultimamente ha suggerito, come proteina nobile e non già come dolce o dessert che si può eliminare perché non indispensabile ad una dieta equilibrata... Se non si parte da questo presupposto diventa legittimo tagliare (sta purtroppo accadendo) quelle risorse essenziali alla promozione dell’arte e della cultura che appunto, quanto le proteine nobili, sono necessarie allo sviluppo armonico dell’organismo umano. Nell’organismo della società le proteine nobili sono infatti identificabili con l’arte e la cultura; e lo sviluppo armonico, almeno per quanto riguarda le democrazie, è il raggiungimento di un livello culturale che metta in condizione l’individuo di conquistare autonomamente una propria specifica soggettività. Questa soggettività individuale, moltiplicata dal numero dei componenti di una società e dalle interazioni che essi vivono, si trasforma nell’oggettivo, reale, effettivo compimento della Democrazia. Senza cultura, senza stimoli creativi, senza opportunità di confrontarsi con la più alta delle espressioni umane (l’Arte), la società resta alla mercè delle informazioni: informazioni, a questo punto, libere da ogni giudizio o riflessione preliminare, da ogni possibile applicazione di scale di valori; informazioni impazzite, disordinate e, soprattutto, disordinanti che sedimentano via via nel tessuto sociale come scorie dannose per l’organismo società. Scegliere dunque di investire nella cultura è un’operazione necessaria, utile allo sviluppo antropologico, sociale ed economico per ogni gruppo o società che intenda seriamente progredire almeno con lo stesso passo del tempo che scorre richiamandoci all’assunzione di responsabilità per le future generazioni. Cito, ad esempio, il Maestro Josè Antonio Abreu (oggi il Maestro Abbado ne raccoglie il testimone anche con l’Associazione Mozart Italia), artefice del riscatto sociale venezuelano, che ha saputo dar vita a centinaia di orchestre giovanili e infantili, comunità di musicisti cui si offrì un’alternativa concreta alla povertà attraverso l’arte, vedendo inoltre crescere significativamente il patrimonio culturale del Paese. Su questi concetti condivisi è fondato il rapporto tra il Comune di Inveruno e il nostro sodalizio. Insieme abbiamo dato vita ad Inverart, e non solo ad Inverart, fornendo la prova che con coraggio e serietà anche un piccolo comune può essere un grande faro illuminante per tutti quei naviganti che considerano la cultura un approdo sicuro per rifocillarsi e quindi ripartire con più forza ed energia. In questa navigazione abbiamo trovato valorosi compagni di viaggio: l’associazione Rockantina’s friends, il gruppo di giovani con cui condividiamo oneri e onori; l’Accademia di Belle Arti di Brera, splendida istituzione che sperimenta cultura ogni giorno con e per i propri studenti (ricordo qui l’impegno di Andrea B. Del Guercio, Stefano Pizzi e Giorgio Roggino); la Società Umanitaria di Milano che, anch’essa tra mille difficoltà, progetta e sostiene da oltre cento anni i migliori progetti culturali italiani; la Libreria Bocca, che la famiglia Lodetti fa vivere colorando il centro di Milano con le opere di giovani, spesso promettenti, creativi ed artisti; infine, l’Assessorato alle Politiche giovanili della Provincia di Milano che, con convinzione, sostiene questa manifestazione da anni. Proprio nei momenti difficili bisogna tenere più saldamente il timone, proprio in questi momenti bisogna accendere nuove speranze, costruire nuove prospettive, far sentire con vigore la propria voce; in definitiva, senza paura, bisogna fatalmente, felicemente, procedere verso il prossimo faro. Francesco Oppi Presidente Cooperativa Raccolto Opere e presenze di: Toni Alfano Giorgio Aquilecchia Erika Argo Verena Böcher Renzo Bertolotti Stefano Bosis Silvano Brucella Paolo Castaldi Chalang Paolo Crespi Mattia Croce Mattia De Marco Patrik Della Vedova Marco Ferra Alessandro Filardo Ivan Forloni Andrea Fortini Federica Gagliardo Eugenia Garavaglia Vera Garavaglia Roberto Garegnani Marco Giovannelli Gli Itineranti Riccardo Gramazio Linda Grittini Gabriella Kuruvilla Francesco Lombardo Colin Macdonald Davide Magni Emanuela Marrella Davide Martignoni Fulvio Martini Stefano de Nomade e Johnny Caraffa Paola Pappacena Luca Pedrelli Luca Andrea Porcu Emanuele Prina Rouge Daria Scaglia Alessandro Scarpinelli Lela Selmo Cristian Sonda Laura Tripoli Umberto Matteo Zorzato gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera: Attilio Azzellino • Matthew Constance • Matteo Giagnacovo • Patrizia Lanzarotti • Ottavio Mangiarini • Francesca Nacci gli allievi del Liceo Artistico Statale Paolo Candiani di Busto Arsizio: IV F i vincitori del Concorso Nazionale di Borse di studio alla ricerca artistica indetto dalla Società Umanitaria: Manuel Ceci • Margherita Di Battista gli artisti selezionati dalla Libreria Bocca: Gabriele “Buga” Buratti • Ester Negretti il padrino: Marco Viggi i gruppi musicali: Ottoohm • Ostetrika Gamberini • Sahara la compagnia teatrale: PalcAttak Un ringraziamento particolare a: Giuseppe Abbati, Claudio A. Colombo, Mattia Croce, Philippe Daverio, Luca Farabutin, Mirko Ferrini, Luigino Garavaglia, Vera Garavaglia, Giulio Ghiringhelli, Giorgio Lodetti, Santa Mazzeo, Luca Molla, Francesca Nacci, Antonella Parolo, Ciro Perillo, Ornella Piluso, Maria Helena Polidoro, Gemma Romera Jordan, Franca Stangherlin, Raffaele Taddeo, Fabrizio Tampellini, Carla Zanzottera.
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