Una
casa per gli emigranti
1907. Milano, l'Umanitaria
e i servizi
per l'emigrazione
CURATORE
Claudio A. Colombo
FORMATO 16,5X23,5 cm.
PAGINE 144
ILLUSTRAZIONI 100 in bianco e nero
Carta patinata opaca 150 gr.
con copertina in Acquerello 350 gr.
PREZZO euro 10,00
PROFILO DEL LIBRO:
LIBRO STORICO-DOCUMENTARIO
vedi
sito dedicato al volume
Ricostruzione storica, con l'ausilio di un raro apparato iconografico,
della Casa degli Emigranti che sorgeva in piazza Miani dietro alla Stazione
Centrale di Milano. 500.000 uomini donne e bambini assistiti nei primi
tre anni di attività. Un tassello di storia sociale riportato
alla luce con serietà.
Nel volume anche un'intervento del sociologo Umberto Melotti.
Questo secondo titolo della collana dei “Centenari”
(vedi
sito dedicato al volume sul quartiere operaio di via Solari),
volumi che vanno ad approfondire particolari pagine della storia dell’Umanitaria,
è dedicato ad un argomento che tutti i giorni riguarda da vicino
la nostra città, l’emigrazione (oggi, naturalmente, il
fenomeno sotto i riflettori è quello dell’immigrazione).
Come scoprirete leggendo questa nostra ricostruzione finora scarsamente
evidenziata, l’analisi particolareggiata del materiale presente
nel nostro Archivio Storico ha dato modo di ripercorrere le vicissitudini
non solo della Casa degli Emigranti, ma anche – di riflesso –
delle ingiustizie e delle storture burocratiche di cui il nostro paese,
e gli stati limitrofi (Francia in primis), si sono macchiati nei confronti
di centinaia di migliaia di lavoratori, rei soltanto di portare la loro
professionalità all’estero (nel caso degli stagionali),
o di cercare una nuova vita fuori dai confini nazionali.
Ma quello che qui mi preme sottolineare, senza entrare troppo nello
specifico di una narrazione la cui ricerca è durata oltre un
anno per la difficoltà del reperimento di tutti i documenti (difficoltà
a cui Claudio Colombo ha fatto fronte, anche grazie alla collaborazione
di Paola Signorino), è che ancora una volta dalla storia di questa
Istituzione è emerso un metodo di lavoro inattaccabile, fatto
di analisi, indagini, inchieste, progettazioni e interventi mirati,
contando sulle proprie risorse finanziarie, ma senza disperderle in
mille rigagnoli di iniziative senza senso.(...)
Piero Amos Nannini
Presidente Società Umanitaria
Il 22 dicembre 1907, alle spalle della vecchia Stazione Centrale di
Milano, la Società Umanitaria inaugurava la Casa degli Emigranti,
innovativo padiglione di assistenza alle migliaia di lavoratori che
periodicamente lasciavano l’Italia per intraprendere quei “viaggi
della speranza”, di cui è ricca la letteratura dell’emigrazione:
destinazione il Nord Europa e i Paesi oltreoceano.
Alla Casa degli Emigranti, realizzata insieme al Comune di Milano, ma
gestita in proprio per un intero ventennio, il flusso di emigranti fu
enorme: solo nei primi anni di vita furono oltre mezzo milione i passaggi
registrati. “Considerate che tale Asilo, oltreché di prestare
assistenza immediata agli emigranti, consentirà di fornire loro
quelle guide, quelle indicazioni sul mercato del lavoro estero, che
potranno difenderli contro le dolorose frequenti jatture della emigrazione
non disciplinata”.
In queste pagine, arricchite da un notevole corredo documentario, la
storia della Casa degli Emigranti viene ripercorsa anno dopo anno, grazie
ad una meticolosa ricerca d’archivio che per la prima volta ricostruisce
e intreccia le vicende di un’iniziativa quasi sconosciuta, ma
di rilevanza internazionale: un’opera eccezionale di cui ci si
rese conto anche durante la Grande Guerra, quando l’assistenza
si moltiplicò a dismisura, divenendo anche soccorso a profughi
di guerra e rimpatriati.
Un altro esempio di “arditezze sociali”, di cui l’Umanitaria
è stata pioniera.
Claudio
A. Colombo
Responsabile Archivio Storico Società Umanitaria
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