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a Sergio Ciulli |
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Sergio,
che qui sorride pungente, firma sicuro tal quale è: autore, regista,
sceneggiatore e sapiente attore, confermando la sua profonda natura di uomo
di teatro connaturato al teatro, una passione strutturata di fibra in fibra,
anima e corpo. Maestro e didatta, prezioso e generoso, ha regalato al Raccolto e a molti giovani la consapevolezza (nellimpegno), di che cosa significhi fare teatro, con un rigore e una noncuranza apparente che insegna a trasformare il mestiere nel senso stesso della vita. Attore, regista, autore di testi per il teatro e la radio, interprete raffinatissimo di eventi scenici che uniscono la parola al segno musicale, da sempre richiestissimo da Enti e Associazioni Musicali a causa della sua maestria vocale e interpretativa, Sergio Ciulli nella sua storia quasi quarantennale di uomo di spettacolo è stato diretto e ha collaborato con i nomi più prestigiosi dello spettacolo in teatro, cinema, televisione. ....Eh sì, caro Daniele, val più una sciocchezza birichina che un giusto e ponderoso gesto." |
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| Sergio
Ciulli al Guado |
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Sergio
Ciulli in campo letterario si è dedicato quasi esclusivamente al
teatro: esempio portante il suo "Che vena quel Verdi Giuseppe fu
Carlo..." nato per il placoscenico e poi transfuga in versione radiofonica
per la RAI con la sua stessa regia. Altro testo particolarissimo è
"Di lettere, consulti, ditirambi del signor Redi Francesco, medico
in Toscana e cantore di viniferi colli..." atto unico con musica
che frugando tra le cose del Redi ne reinventa la vicenda umana... Di rilievo il suo "I suoni della peste...", rielaborazione a uso teatrale di alcune novelle del Decamerone, affidato alla sua stessa messa in scena. Come attore sarà interprete solista di "Lear-Minetti-Lear" rielaborazione da T.Bernhard in collaborazione con il regista Paolo Miccichè, in prima nazionale al Festival della Val d'Orcia e di Montalcino. |
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